Un libro scritto da un subacqueo sulle avventure sotto le onde
È forse la prima volta che mi capita di leggere, senza annoiarmi, il testo d’un libro scritto da un subacqueo sulle sue avventure sotto il pelo delle onde. In genere testi simili sono quasi tutti eguali, stucchevolmente retorici, spesso scritti male e prevedibili nelle loro smargiassate. Avevo quindi detto “no” all’ennesima richiesta di “scrivere due righe” come presentazione del libro che in questo momento avete tra le mani. L’insistenza dell’autore era però simpatica e non asfissiante; così, ho accettato di leggere qualche pagina (...) Ho goduto dello stupore – come lettore – di trovarmi di fronte a parole inusuali, come slamata, ardiglione, i barbi nei raschi, savette, la sassola. O in riflessioni altrettanto sorprendenti, in un libro del genere (...) Bignami scrive non solo con competenza, ma anche con il gusto di provocare il lettore, sommando a una sua cultura specifica, una buona dose di humor! (Folco Quilici) Vai al libro...
Il tempo del viaggio in aereo, negli anni della “Dolce Vita”, è un tempo eccezionale. Un’esperienza destinata a pochi, quella del viaggio “di piacere”. Alla fine della seconda guerra mondiale le immagini più comuni dei viaggiatori che si presentano agli occhi degli italiani sono quelle degli emigranti, non certo quelle festose e piene di charme dei divi hollywoodiani, dei re e delle regine, così come delle nostre celebrità da esportazione.
Grazie anche al richiamo di Cinecittà, la città di Roma, e così Fiumicino, diventa un set in cui si compiono rituali di sorrisi, mani calzate da guanti che si levano in saluto, mazzi di fiori e alte uniformi, in un cerimoniale di accoglienza che si adegua alla novità del luogo e del mezzo di trasporto, inventando un codice che si è tramandato fino all’attualità. La scaletta dell’aereo, così come la pista di atterraggio o la terrazza panoramica si improvvisano palcoscenici per personaggi come Elizabeth Taylor, Peter Sellers, Claudia Cardinale, Audrey Hepburn, Roberto Rossellini e Tony Curtis.
La fotografia dei paparazzi ancora una volta ruba questi dettagli offrendoli alla “gente comune”, codificando un rituale, quello dell’arrivo da un viaggio, caricandolo di un’aura magica. Non solo le stelle del cinema transitano per Roma, ma anche i reali di Svezia, così come Grace Kelly e Ranieri di Monaco, John e Jacqueline Kennedy, Papa Paolo VI, tutti variamente immortalati nella discesa di un gradino o nel solcare un tappeto steso per l’occasione.