LE PIRAMIDI E LA SFINGE € 45,00
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Il ricamo nella moda italiana
Attorno alla metà degli anni '90, dopo - e contro - la rigorosa, asettica parentesi minimalista, la moda italiana ha riscoperto il décor, il gusto per l'abbellimento e per il prezioso. Tanto i grandi maestri della moda, quanto i giovani designer sono tornati a servirsi, sempre più spesso, del ricamo come motivo fondamentale di ispirazione. Il nuovo ricamo attraversa così tutte le linee di tendenza di questi ultimi dieci anni di moda, dall'etno folk al concettuale, dall'eclettismo al decostruttivismo, dal romanticismo al dark. Embroidery vuole illustrare, attraverso un ricchissimo apparato fotografico e i contributi dei più significativi artisti della moda italiana - proprio ciò che sta all'origine, storica e creativa, del nuovo ricamo, ovvero la tradizione e la grande artigianalità che sono all'origine dei ricami delle loro collezioni. Il ricamo è la porta su una dimensione meravigliosa, opulenta, dove la luce gioca con la ricchezza dei fili. La moderna violenza del gesto tramuta la sostanza della materia, come gli swarovski bruciati che sono un segno di Riccardo Tisci. Il virtuosismo antico del lavoro a tombolo si carica di emozioni ‘come se uscisse direttamente’ dice Antonio Berardi ‘dal diario della mia vita e della mia memoria’. Prezioso e sofisticato, il ricamo è un’arte senza tempo che i tempi rendono sempre più rara: per la dedizione che richiede, assoluta, mentale prima ancora che fisica, concentrata sul minuscolo e sul perfetto, e per l’infinita pazienza che esige, virtù così poco contemporanea, così eccentrica in una società che vuole tutto e subito (Giusy Ferrè).
Eve è il reportage del fotografo Giovanni Marrozzini dedicato alla vita delle donne Wolayta. Una settantina di foto in bianco e nero racconta, in quella che è considerata la culla del genere umano, l’Etiopia, un mondo di donne che tessono, lavano, ararano, seminano, trasportano enormi fascine di legna, danno alla luce bambini. Un mondo interamente controllato dall’uomo che nella società Wolayta occupa una prosizione privilegiata e di dominio sulla donna. In particolare Eve affronta il tema dell’infibulazione, documentando questa drammatica realtà che segna l’ingresso della donna nell’età adulta e la sua pienezza del riconoscimento sociale. Per le donne etiopi, infatti, questo è il primo atto di un lento e progressivo apprendistato al dolore, verifica della capacità di sopportare prove difficili, raggiungimento della pienezza del ruolo loro assegnato, preghiera di fertilità e di desiderabilità agli occhi maschili. Osservando la quotidianità delle donne Wolayta, Marozzini documenta solo una delle tante realtà appartenenti alle 100/140 milioni di donne che nel mondo, prevalentemente nell’Africa Subsahariana, hanno subito una qualche forma di mutilazione o modificazione dei genitali.