Ode a un fenomeno naturale unico e ai coraggiosi atleti che tentano di dominarlo. Nel 2000 è stata scoperta un`onda nuova e spettacolare, creata da un insolito reef break al largo delle coste di Tahiti. In pochi giorni quest`onda – chiamata Teahupoo – è divenuta la nuova mecca dei surfisti del mondo intero, richiamati in massa a Tahiti per gareggiare e per testare il loro ardore sull`onda più spaventosa che sia mai stata cavalcata. In questo volume unico, il rinomato fotografo di sport estremi Tim McKenna condivide con i lettori una collezione di fotografie che testimoniano lo splendore, la forza bruta e le insuperabili opportunità surfistiche di Teahupoo. Nei testi, gli atleti stessi commentano competizioni, trionfi e drammi, imprese sovrumane e rischi mortali vissuti cercando di dominare quest`onda affascinante. Scattate da barche, elicotteri e sotto il pelo dell`acqua, le immagini ritraggono la bellezza spietata di Teahupoo che, unita a un testo spumeggiante, ci catapultano in un indimenticabile incontro con una rara forza della natura.
Autore TIM MCKENNA Prefazione di JACK MCCOY Formato cm 34 X 23.5 Pagine 192 pagine a colori Edizione 2007 Cartonato con sovracoperta
'Quando fai swing, dacci dentro ancora di più!'
Somewhere There’s Music è una straordinaria raccolta di ritratti dedicati al mondo della musica, che rivolge particolare attenzione al jazz e ai suoi protagonisti. La ricca collezione di immagini di questo libro costituisce un percorso cronologico e completo attraverso la carriera ultraquarantennale di Larry Fink e fornisce una testimonianza della sua particolare sensibilità nei confronti del valore estetico, ma anche delle istanze più profonde che hanno connotato la storia del jazz. Come spiega George Panichas nel testo che chiude Somewhere There’s Music: Come si può riscontrare nelle fotografie riprodotte in questo volume, la risposta di Fink ai musicisti di cui immortala le immagini è di una qualità distintamente morale, una qualità di profondo rispetto. Questo rispetto è la risposta appropriata — è qualcosa di dovuto — a coloro che, pur sotto il peso di molteplici e incessanti fardelli, lavorarono consapevolmente, creativamente, e con integrità. La macchina fotografica di Fink ha immortalato tutti i più grandi jazzisti della storia, da Coleman Hawkins a Lightning Hopkins, da Archie Shepp ad Albert Ayler, da Roland Kirk a Marion Brown, da Leroy Jenkins a Jackie McLean...