Uno straordinario assortimento di immagini artistiche evocano la sconfinata varietà e bellezza degli abitanti del mare.Questo volume espone le fotografie straordinarie di uno dei maggiori fotografi subacquei contemporanei e offre al lettore un’opportunità unica di esplorare i pertugi nascosti del mondo oceanico – visto da vicino. Con la tecnica della microfotografia, il premiato fotografo Jeffrey Rotman inquadra tratti specifici - gli occhi, le branchie e le scaglie dei pesci - cogliendo i dettagli più minuti in fotografie che sembrano quadri astratti. Le formazioni coralline diventano castelli, una pinna di pesce diventa opera d’arte. Attraverso queste immagini, il lettore coglierà il senso della grande diversità del mondo sottomarino. Scorgiamo occhi che scrutano dall’oscurità, scopriamo disegni mimetici e strutture diverse, il gioco di luci e ombre. Il formato e l’iconografia del libro, concepiti per dar risalto all’intensità di ciascuna immagine, sono completati da un testo che offre una valida chiave di lettura e un omaggio unico e non comune dei tesori straordinari e meno conosciuti dell’oceano. Autore JEFFREY L. ROTMAN Fotografo JEFFREY L. ROTMAN Formato cm 26 x 34 Pagine 224 pagine a colori Edizione 2007 Cartonato con sovracoperta Sovracoperta a colori plastificata
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.