di G. Micheal Schneider, Judith L. Gersting Pagine 528; Formato 19x23,5; Anno 2007;
Questo libro parte dal presupposto che l'informatica sia una disciplina scientifica di base, al pari della fisica o della matematica, e che come tale debba essere insegnata in ambito universitario. Il testo, quindi, non si limita a descrivere un insieme di tecnologie più o meno centrate sul personal computer, né tanto meno fornisce le istruzioni per l'utilizzo di uno specifico pacchetto software; piuttosto, gli autori puntano a chiarire i fondamenti concettuali dell'informatica intesa come "scienza degli algoritmi". L'esposizione procede per livelli successivi, in una struttura a piramide. Il livello di base è costituito dallo studio delle proprietà formali e matematiche degli algoritmi; nei livelli successivi si affrontano l'implementazione degli algoritmi in appositi dispositivi hardware e nella macchina virtuale creata dal sistema operativo; la loro traduzione in appositi linguaggi di programmazione; infine il loro impiego in applicazioni di particolare rilevanza pratica, che stanno modificando profondamente la nostra vita quotidiana, aprendoci nuove opportunità e, allo stesso tempo, ponendoci nuove sfide in ambito etico, giuridico e sociale.
Contenuti in breve
Livello 1: I fondamenti algoritmici dell'informatica
Livello 2: Il mondo dell'hardware
Livello 3: La macchina virtuale
Livello 4: Il mondo del software
Livello 5: Applicazioni
Livello 6: Le implicazioni sociali dell'informatica
Gli autori
G. Michael Schneider insegna al Macalester College; Judith L. Gersting insegna alla University of Hawaii, Hilo.
L'edizione italiana, ripensata e adattata per venire incontro alle esigenze dei corsi informatici di base, è stata curata da Antonio Gentile e Roberto Pirrone, professori associati presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Palermo e docenti di Fondamenti di Informatica rispettivamente presso le facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione dello stesso ateneo.
IL GIRO DEL MONDO AD ALTA QUOTA
Fin dalle origini dell’Umanità, l’uomo ha vissuto un rapporto tenace con le catene montuose del pianeta. Le montagne gli hanno fornito i floridi pascoli per il bestiame e le vie di passaggio verso altre terre con le quali le prime popolazioni hanno potuto commerciare. Per millenni, gli uomini di tutte le religioni si sono ritirati verso le montagne per chiudersi in meditazione e pregare. Da quando Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard hanno raggiunto la cima del Monte Bianco nel 1786, molti scalatori hanno provato la necessità di mettere alla prova il loro coraggio affrontando le cime più impervie del mondo. Oggi le montagne sono apprezzate anche per altre ragioni, giacchè rimangono tra le aree naturalistiche non ancora violate dall’industrializzazione e sono per questo dei veri santuari naturali. Le immagini vivide e i testi appassionanti di questo volume esplorano la flora e la fauna delle vette montuose più spettacolari al mondo, e riportano alla cronaca il perenne rapporto tra l’umanità e le più alte cime del mondo. Dalla catena dell’Himalaya al Monte McKinley, dal Monte Fuji al Kilimanjaro, le immagini del libro ritraggono la maestosità di queste montagne, accompagnate dal racconto dei popoli che da esse hanno tratto il sostentamento e ne hanno conquistato le cime nel corso dei Secoli. Vai al libro...
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