SVIZZERA. Tra valli, valichi e cronometrica precisione
Prezzo:
€ 16,00
Fin dalla metà del XVIII secolo divenne un obbligo, per l’uomo di cultura, visitare la Svizzera. Artisti e viaggiatori si cimentarono nel ritrarre suggestivi paesaggi di montagne incantate, avvolte in atmosfere eroiche e silenziose, un regno ora sospeso nella quiete umida dei boschi, ora turbato dallo scrosciare di mille cascate. Ancora oggi può accadere di provare lo stesso stupore intraprendendo un viaggio lungo la linea ferroviaria della Jungfrau - la più alta d’Europa - e soffermandosi a osservare l’ampia distesa della Svizzera dalle gallerie a strapiombo sulla montagna, lasciando che nelle giornate limpide lo sguardo spazi verso il fondovalle, fino alla Foresta Nera e ai Vosgi e, all’arrivo, verso le cime maestose della Jungfrau, del Mönch e dell’Eiger. Tra i monti più alti d’Europa c’è una Svizzera medievale, austera e gotica, di cui ci parla il Castello di Chollon, addossato a uno scoglio sulle acque del Lago di Ginevra, con le sue labirintiche sale, i camini e i dipinti che rievocano la vita cavalleresca. E c’è la Svizzera del Settecento, quella di Baden, città termale dagli eleganti riti mondani, dove politica e frivolezza si mescolavano nel bel mondo dell’aristocrazia elvetica e tedesca. Il Paese delle montagne, del formaggio, del cioccolato e degli orologi è, in realtà, la nazione europea di più antico e radicato cosmopolitismo, conquistato dopo dolorose esperienze e gelosamente custodito anche negli anni del progresso economico e industriale. Autore SECONDO CARPANETTO Fotografo AA. VV. Formato cm 23,5 x 28,5 Pagine 128 pagine a colori Edizione 2006 Cartonato con sovracoperta Carta patinata lucida 150 gr.
Disponibilità
Di solito viene spedito in:
Una luce difficile da definire, ma estremamente densa di significato...
Echo accoglie oltre 40 fotografie in cui tutti i luoghi e le persone ritratte sembrano essere investiti di una luce particolare. Una luce difficile da definire, ma estremamente densa di significato. Non ha connotazioni divine, ma infonde piuttosto un senso che è insieme di nostalgia e di speranza per qualcosa di perduto. Fortemente influenzato dallo psicologo e filosofo James Hillman e dalla sua opera Il Codice dell’Anima, Marco Signorini tenta di restituire l’anima al suo ruolo chiave nell’esistenza umana, dando vita a fotografie in cui l’immaginario, la fantasia e il mito si fondono in una sintesi tra natura e condizione umana. Fondendo perfettamente fotografia tradizionale e uso di tecniche digitali, Echo sembra dare testimonianza dell’essenza profonda della poetica di Signorini, in cui la visione, sfuggente e impalpabile, si dispiega in un tempo mitico ed astorico.