Cuba è l’isola delle mille tentazioni, paradiso terrestre e ombelico della storia, sogno esotico e utopia politica. Sulle sue candide spiagge hanno lasciato l’impronta indios estinti, grandi navigatori rinascimentali, sfortunati schiavi africani, pirati settecenteschi, soldati spagnoli e americani, rivoluzionari castristi e, da pochi anni, torme di turisti. L’amore per l’Isla Grande segue gli itinerari più disparati: si può andare a Cuba per scoprire la dolcezza onirica dell’Avana e lo splendore coloniale delle altre città costiere, oppure per capire il suo socialismo surreale, mischiato alle eredità culturali africane; si possono cercare gli echi della sua musica dolce e sensuale o le tracce di Hemingway e della grande letteratura nei porticcioli e nelle locande fumose; si può, infine, attraversare il verde mare di canna da zucchero, tabacco e banani, che ne occupa l’interno arcaico e rurale, per bagnarsi nelle acque turchesi del Mare delle Antille, tra pesci tropicali e trasparenze smeraldine. Tante strade per scoprire l’unicità di Cuba, dove vive la gente più bella - ciglia andaluse, pupille celesti e guance cannella - e l’allegria è un giro di danza. Qui c’è la speranza del nuovo millennio: che sia migliore. Qué viva Cuba!
Autore PAOLO RINALDI Fotografo AA. VV. Formato cm 23,5 x 28,5 Pagine 128 pagine a colori Edizione 2008 Carta patinata lucida 150 gr. Copertina a colori plastificata Sovracoperta a colori plastificata
Disponibilità
Di solito viene spedito in:
'Quando fai swing, dacci dentro ancora di più!'
Somewhere There’s Music è una straordinaria raccolta di ritratti dedicati al mondo della musica, che rivolge particolare attenzione al jazz e ai suoi protagonisti. La ricca collezione di immagini di questo libro costituisce un percorso cronologico e completo attraverso la carriera ultraquarantennale di Larry Fink e fornisce una testimonianza della sua particolare sensibilità nei confronti del valore estetico, ma anche delle istanze più profonde che hanno connotato la storia del jazz. Come spiega George Panichas nel testo che chiude Somewhere There’s Music: Come si può riscontrare nelle fotografie riprodotte in questo volume, la risposta di Fink ai musicisti di cui immortala le immagini è di una qualità distintamente morale, una qualità di profondo rispetto. Questo rispetto è la risposta appropriata — è qualcosa di dovuto — a coloro che, pur sotto il peso di molteplici e incessanti fardelli, lavorarono consapevolmente, creativamente, e con integrità. La macchina fotografica di Fink ha immortalato tutti i più grandi jazzisti della storia, da Coleman Hawkins a Lightning Hopkins, da Archie Shepp ad Albert Ayler, da Roland Kirk a Marion Brown, da Leroy Jenkins a Jackie McLean...