Oltre 200 immagini, tratte dagli archivi Hulton Getty e Tony Stone Images, che ritraggono atteggiamenti, situazioni, volti - specchio di epoche e di realta' diverse - suddivise in sezioni. Ad alcuni grandi protagonisti della fotografia, che hanno saputo al meglio cogliere e interpretare i diversi aspetti del volto, le espressioni del corpo e gli stili di vita, - Julia Margaret Cameron, Lewis Carrol, Oscar Gustave Rejlander, John Thomson, Felice Beato, Eadweard Muybridge, Weegee, Cecil Beaton, Bill Brandt, Ernst Haas, Sasha - si affiancano sezioni tematiche - animali, duci, artisti, maschere, gente, fantasie.
Il testo di Italo Zannier introduce il lettore nell’appassionante storia del ritratto fotografico dai primi tentativi di Daguerre, all’attenzione suscitata dall’immagine fotografica nei criminologi, agli esiti di grande valore artistico di Nadar, alla chiarezza poetica di Julia Margaret Cameron, alle riflessioni sull’espressione dei sentimenti in Charles Darwin, fino alla teatralita' delle immagini che Hoffmann dedica a Hitler, alle ironiche composizioni di Man Ray, alle spontanee trasfigurazioni antropomorfiche dei cromatismi di Ernst Haas, alle "fantasie" consentite infine dalla fotografia elettronica che da verosimile ci ha condotto all’era del "fantasimile".
Il Novecento si afferma come il secolo in cui la fotografia resa facile e alla portata di tutti offre nuove possibilita' di interpretazione e di determinazione del ruolo sociale delle persone. Basta infatti sfogliare gli album di famiglia: il ruolo dell’individuo è spesso determinato dal vestito, dall’atteggiamento piu' o meno spavaldo, dallo sfondo d’ambiente, se non piu' direttamente dagli oggetti e dal contesto coinvolto nell’immagine. Nella realta' quotidiana, il fotografo sceglie e attribuisce comunque un "ruolo" al soggetto, che in ogni caso, anche il piu' banale, è coerente con l’intenzione espressiva e comunicativa dell’autore, a volte riflette una vera e propria ideologia: così August Sander, Walker Evans, Paul Strand, per giungere fino a Diane Arbus. Tutti questi fotografi hanno definito in modo sublime una tipologia umana che rappresenta il nostro secolo; un "visage du rôle", che pero' malauguratamente, sembra esprimere tristezza e malinconia, piuttosto che gioia e felicita'.
Altri illustri fotografi si cimentarono alla caccia di situazioni impertinenti, segrete e improvvise: tra questi Weegee il quale ottiene con il flash, che rivela con un lampo di luce abbacinante espressioni e comportamenti inconsueti, trasgressivi e forse scandalosamente liberatori, quelle smorfie che si traducono in autentiche caricature. Anche Brassaï, Kertész e Bill Brandt riescono a cogliere situazioni inconsuete e difficili, considerando i limiti tecnici del fotografo, fotografando di notte, dall’alto o in interni appena sfiorati dalla luce.
Oltre la posa, per un approccio ancora piu' istantaneo, gia' affrontato persino da Rejlander - quando fotografava per Drawin le fuggevoli "espressioni del sentimento" - e poi da John Thomson, durante i viaggi in Oriente, ma anche nelle strade di Londra illuminate dalla fievole luce o gas; o da Felice Beato - specialmente nel drammatico reportage di guerra a Luchnow, al quale in seguito opporra', quasi per salvarsi l’anima, il suggestivo catalogo di "tipi locali" giapponesi, tutti in posa, certamente, ma nell’imitazione del comportamento quotidiano, facendo mimare teatralmente i gesti, i movimenti del corpo, secondo realistiche figure retoriche che sembrano spontanee.
Muybridge, invece, cerchera', con scopi non esclusivamente scientifici e a volte persino sociologici, di definire in una sequenza cronofotografica il "ruolo" del personaggio in movimento.
Fino ai nostri giorni...Un’epoca in cui l’iconismo impera e alle immagini ora si crede non come "riproduzioni della realta', ma in quanto figure di volta in volta emblematiche, riassuntive delle vicende e della storia del nostro tempo. Immagini esplicitamente manipolate, in grado comunque di suscitare emozioni, anche quelle che cercava Darwin, "del Sentimento". Fotografie di Autori Vari A cura di Italo Zannier Formato 12,5 x 18,5 cm Fotografie 460 in bicromia Pagine 400 Brossura
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