Fotografie di Donna Ferrato Testi di Fulvio Scaparro
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€ 49,00
Un tema universale, l'amore, forse il tema universale per eccellenza. In tanti si sono accostati a questo soggetto difficile, banale e allo stesso tempo sempre originale e appassionante, fatto di mille sfaccettature, di mille aspetti diversi. L'amore nell'arte, nella letteratura, nel cinema e, anche, l'amore nella fotografia. Donna Ferrato, fotografa americana che ha spesso affrontato nel suo lavoro temi sociali, come la violenza tra le pareti domestiche, ha realizzato un reportage sull'amore, o meglio, sulle manifestazioni dell'amore. Dopo aver fotografato la faccia violenta dell'amore, vuole mostrarci l'amore che libera, che emancipa, che abbraccia tutti. Cerca immagini di momenti teneri e spontaneamente appassionati. Ruba con il suo obiettivo attimi, istanti di tenerezza e affettività dal quotidiano: una carezza, una mamma che si china a medicare il suo bimbo, un cagnolino che sonnecchia sulle gambe di una ragazzina, un bacio furtivo alla stazione, un abbraccio nel sonno. Ma c'è anche la raffigurazione dell'amore come sessualità, erotismo e fisicità. Perché Donna Ferrato cerca di rappresentare le persone nella loro piena sensualità. L'amore non è rinchiuso da stretti limiti e confini ma si esprime in tutte le sue forme e potenzialità: così, accanto ai primi baci, ecco la passione nella cosiddetta terza età.
Quello della Ferrato è uno sguardo attento, un po' indiscreto e divertito su questo mondo infinito, in cui amore, sessualità ed erotismo sono strettamente legati. Un lavoro di ricerca alla radice del sentimento amoroso.
Come ben dice Grazia Neri nella sua prefazione al volume, "le fotografie di Donna sono caratterizzate da una profonda empatia e direi quasi tenera ma forte intrusione nello stato d'animo dell'altro. Un'intrusione che si rivolge unicamente all'affettività e all'amore in ogni dimensione. (......) Tra queste foto ci sono degli snap-shots familiari: se non si conosce Donna è difficile distinguerli dalle altre foto. Perché l'ho voluto segnalare? Perché sono convinta che il talento di questa fotografa stia non solo nella sua abilità tecnica ma nel suo approccio privo di pregiudizi e aperto verso l'intimità dell'altro riuscendo a rompere barriere tortuose e imbarazzanti."
Donna Ferrato è nata nel 1949 nel Massachussettes e ha passato l'infanzia in una piccola città nell'Ohio. Dopo aver studiato Belle Arti all'Università di Boston, si sposa e lavora come segretaria. Quattro anni dopo lascia lavoro e marito, s'iscrive a un corso di Fotografia e Sociologia all'Istituto d'Arte di San Francisco e incomincia a vedere e sperimentare il mondo attraverso l'obiettivo della sua camera. Nel 1976 si trasferisce in Europa, a Parigi, dove, collaborando con la galleria Contrejour, acquisisce nuove conoscenze nel campo della fotografia.
Ritornata in America nel 1978 lavora come cameraman in una televisione del Colorado e come fotografa in diversi giornali della California. Nel 1979 è a New York nello staff fotografico della rivista "Media People" e collabora come freelance con "Esquire", "Newsweek" e il "New York Times". Nel 1980 è invitata a partecipare al progetto A day in the life of Australia. Nel 1982 entra nell'agenzia fotografica Vision e lavora per "Fortune", "Forbes", "Stern", "Bunte" e "Life". "Photo" francese le pubblica un portfolio ed è di nuovo invitata a A day in the life of Haway e Canada. Nel 1985 riceve il premio Eugene Smith per il suo lavoro di documentazione sulla violenza domestica in America e le sue foto vengono scelte per un'esposizione collettiva organizzata da "The National Organisation for Women". La Ferrato sta ora viaggiando attraverso l'America, continuando a lavorare al suo libro sulla violenza domestica. Vive a New York.
Fulvio Scaparro ha insegnato, fino al 1997, Psicopedagogia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università degli Studi di Milano. Ha anche insegnato Psicologia dell'adolescenza e della devianza nelle Scuole di Specializzazione in Psicologia Clinica e dei Cicli di Vita nell'Università degli Studi di Milano e Psicologia dell'età evolutiva nelle Scuole di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile e in Criminologia Clinica. è stato, fino al 1992, giudice onorario del Tribunale per i Minorenni e componente privato della Corte d'Appello del Tribunale di Milano, Sezione Minori e Famiglia. Si occupa, anche come terapeuta, della condizione infantile e adolescenziale e dei conflitti familiari. Impegnato da anni nella difesa dei diritti dei bambini ha fondato a Milano l'Associazione GeA - Genitori Ancòra per diffondere una corretta informazione sui temi della separazione e del divorzio tra genitori e formare personale specializzato nella mediazione familiare nei casi di gravi conflitti tra genitori. Ha promosso e diretto nel 2000, in collaborazione con le Facoltà di Giurisprudenza e di Lettere dell'Università degli Studi di Macerata, il primo Master italiano in ADR (Alternative Dispute Resolution, Soluzioni alternative nelle dispute). è stato tra i promotori e formatori delle prime iniziative italiane per la prevenzione dell'abuso all'infanzia. Dal gennaio 1998 è Presidente del Comitato Etico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. è membro dell'Ordine degli Psicologi (albo degli psicoterapeuti), della Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, dell'Associazione Italiana di Psicologia e della Società Italiana di Pedagogia. è collaboratore e opinionista del Corriere della Sera.
Fotografie di Donna Ferrato Testo di Fulvio Scaparro Formato: 25,5 x 28,5 cm Illustrazioni: 107 in bicromia, 8 a colori Pagine: 132 Cartonato con sovraccoperta
GUIDO CAGNACCI. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni
Guido Cagnacci (Santarcangelo di Romagna, 1601 - Vienna, 1663) è una delle personalità più affascinanti e misteriose del Seicento italiano.
Dopo l’oblio in cui il suo nome cadde con la morte, a causa dell’inaccessibilità delle sue opere conservate perlopiù in collezioni private, è stato il Novecento a decretargli un nuovo favore, e a riscoprire il ruolo di primo piano che rivestì nel corso del Seicento, secolo tumultuoso in cui l’Italia e l’Europa entrano nella modernità.
Sia nella pittura sacra sia in quella profana, Cagnacci riesce a mettere in figura un universo magmatico, tumultuoso e già moderno, come sottolinea Antonio Paolucci, curatore, insieme a Davide Benati, della mostra attuale. Come un autore a noi contemporaneo, Cagnacci è riuscito infatti a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, forzandone la rappresentazione fino all’oltranza e all’iperbole. Nelle sue pitture percepiamo estasi mistica, eloquenza concitata, malinconico e compulsivo erotismo, violenza e dramma delle umane passioni.
Il catalogo edito per l'occasione non si limita a presentare la produzione pittorica di Cagnacci nella sua quasi totale interezza, ma intende mettere in evidenza, attraverso i puntuali saggi critici e il ricco repertorio illustrativo, il fervido dialogo che egli seppe intrattenere anche con altri protagonisti della pittura del suo tempo, muovendosi in modo assolutamente personale tra i due poli del naturalismo caravaggesco e dell’idealismo reniano.
Il volume è completato da un regesto biografico e da una bibliografia generale.