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ArteScultura GIUSEPPE MOZZANICA. 1892-1983 La scultura
GIUSEPPE MOZZANICA. 1892-1983 La scultura
A cura di Anna Chiara Cimoli
Prezzo:
€ 25,00
La monografia è dedicata a Giuseppe Mozzanica (1892-1991), scultore di origine brianzola, attivo nel territorio lombardo durante tutto il secolo scorso. Allievo di Giuseppe Graziosi all’Accademia di Brera di Milano, e noto per essere autore di alcune statue per il Foro Italico di Roma, Mozzanica coltivava un concetto di arte fortemente legata al vero, pur in un’ideale tensione verso bellezza e purezza formale del lavoro. La campagna di censimento e catalogazione delle opere, alla base di questa pubblicazione, ha trovato nelle sculture cimiteriali (numerosissime a Merate e Lecco) e nei monumenti ai caduti un momento particolarmente importante per la ricostruzione del suo regesto, illustrato nel catalogo fotografico realizzato da Alberto Lagomaggiore. Una sezione specifica è dedicata alla Gipsoteca di Pagnano, voluta dall’artista nel 1959, che ne raccoglie i calchi e le statue in gesso. Gli interventi del volume, rispettivamente di Luciano Caramel, Serena Marabelli e Lucia Gasparini, tracciano il profilo dello scultore, ricostruendone la formazione e il percorso artistico, e rievocandone la pratica scultorea, spesso completata dall’intervento del fotografo Giuseppe Pini, chiamato a immortalare le opere una volta terminate. Completano il volume una biografia e una bibliografia aggiornata.
Giuseppe Mozzanica (1892-1991). Figlio di contadini, muratore per necessità, di sera frequenta la scuola di Brera e del Castello Sforzesco di Milano per poi iscriversi ai corsi diurni, dove è allievo dello scultore Giuseppe Graziosi. Numerose sono le sue partecipazioni a esposizioni locali e nazionali. Nel suo repertorio anche la pittura di paesaggi e di nature morte, nonché una raccolta di lastre fotografiche ora conservate dalla fondazione Mozzanica.
Curatore: Anna Chiara Cimoli
Formato: 23 x 28
Pagine: 160
N. illustrazioni: 48 a colori, 120 in bicromia
Rilegatura: brossura con alette
Anno pubblicazione: 2007
Una luce difficile da definire, ma estremamente densa di significato...
Echo accoglie oltre 40 fotografie in cui tutti i luoghi e le persone ritratte sembrano essere investiti di una luce particolare. Una luce difficile da definire, ma estremamente densa di significato. Non ha connotazioni divine, ma infonde piuttosto un senso che è insieme di nostalgia e di speranza per qualcosa di perduto. Fortemente influenzato dallo psicologo e filosofo James Hillman e dalla sua opera Il Codice dell’Anima, Marco Signorini tenta di restituire l’anima al suo ruolo chiave nell’esistenza umana, dando vita a fotografie in cui l’immaginario, la fantasia e il mito si fondono in una sintesi tra natura e condizione umana. Fondendo perfettamente fotografia tradizionale e uso di tecniche digitali, Echo sembra dare testimonianza dell’essenza profonda della poetica di Signorini, in cui la visione, sfuggente e impalpabile, si dispiega in un tempo mitico ed astorico.