Arte ROSSO FIORENTINO. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti
ROSSO FIORENTINO. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti
Testi di Antonio Natali
Prezzo:
€ 25,50
Giovanni Battista di Iacopo di Rossi detto Rosso Fiorentino (Firenze 1494 - Parigi 1540) è considerato uno dei massimi interpreti del manierismo italiano. Sin dalle prime, importantissime opere che gli vennero commissionate risulta evidente il suo slancio ribelle alle costrizioni di un classicismo ormai in crisi. Spirito aggressivo e iconoclasta, Rosso Fiorentino diede nelle opere successive un contributo fondamentale alla corrente più ricca e inquietante della maniera, proponendo composizioni tormentate, convulse e animate da un espressionismo tale da rasentare la caricatura. Tra il 1523 e il 1527 fu a Roma, dove venne a contatto con le opere di Raffaello e di Michelangelo. Operò quindi a Sansepolcro, a Venezia e infine in Francia, dove venne chiamato da Francesco I e nominato pittore ufficiale di corte, dedicandosi, negli anni trenta del Cinquecento, alla decorazione del Padiglione di Pomona e alla decorazione della Galleria del Re nel Castello di Fontainebleau, opera che resta la più grande dell'artista e alla quale si rifaranno i maestri del manierismo internazionale. L'autore, profondo e appassionato conoscitore dell'artista, traccia nelle pagine di questo volume un suo personale profilo, offrendo numerosi spunti di riflessione sull'arte di uno dei più spregiudicati e poetici artefici della storia artistica dell'Occidente.
Autore: Antonio Natali
Formato: 24 x 32,5
Pagine: 272
N. illustrazioni: 150 a colori
Rilegatura: cartonato con sovraccoperta
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.