Quest'opera si propone di valorizzare le tavole acquerellate dell'Erbario di Ulisse Aldrovandi attraverso un'ampia selezione di disegni cinquecenteschi relativi a piante e fiori.
Ulisse Aldrovandi è stato una delle più importanti e poliedriche figure della cultura del Cinquecento italiano: filosofo, medico e naturalista fondò nel 1568 l'orto botanico di Bologna. A partire dal 1549 e fino alla sua morte nel 1605, raccolse una grandissima quantità di animali imbalsamati, fossili, "rarit e curiosità", libri, manoscritti, tavolette xilografiche e le famose tavole, rilegate in ben 18 volumi, che sono conservate nel fondo aldrovandiano della Biblioteca Universitaria di Bologna, di cui, anzi, costituiscono uno dei tesori più conosciuti. Le immagini e i saggi contenuti in questo volume hanno lo scopo da un lato di ricostruire le vicende umane e scientifiche legate alla raccolta iconografica, unica per numero di dipinti che la compongono e per la testimonianza dell'alto livello scientifico cui era giunto il suo autore nell'ambito dell'indagine naturalistica, dall'altro, di delineare storicamente la figura di Ulisse Aldrovandi nel contesto dei suoi rapporti, spesso contrastati, con la comunità scientifica, o che tale si riteneva, del suo tempo. Particolare attenzione e risalto, tuttavia, vengono riservati, per la prima volta, alla descrizione delle immagini, spettacolari per dovizia di particolari botanici e per la cura nella raffigurazione dei dettagli, in quanto era proprio attraverso l'accuratezza descrittiva del colore che potevano essere evidenziati i caratteri distintivi dei fiori o delle piante, dando vita alla conoscenza vera del mondo "fantastico" della natura. D'altra parte, questa continua ricerca della più fedele riproduzione pittorica dei soggetti, ha fatto sì che le tavole abbiano acquisito il valore di capolavori artistici ancor prima che scientifici. L'erbario dipinto di Ulisse Aldrovandi costituisce, quindi, una fonte preziosa di documentazione storico-botanica, importante per gli studiosi di scienze naturali ma altrettanto affascinante per gli amanti dell'arte. Le oltre 220 illustrazioni, di grandi dimensioni, costituiscono la parte artistica dell'opera. Al fine di non trascurare la parte scientifica ogni immagine avrà in appendice una scheda tecnico-scientifica della specie con accenni a eventuali curiosità o modo d'impiego della pianta o del fiore. Una serie di rimandi dalle didascalie alle schede e viceversa faciliteranno la lettura.
BIANCASTELLA ANTONINO ha compiuto i suoi studi universitari a Bari, dove ha conseguito la laurea in Filosofia e, successivamente, a Roma presso l'Università La Sapienza, specializzandosi in Biblioteconomia. Dopo un periodo di collaborazione con la sede RAI di Bari, come autore e conduttore di programmi di carattere giornalistico, è entrata nella carriera direttiva del Ministero dei Beni Culturali, iniziando così la sua attività di bibliotecaria, dapprima nella Biblioteca Nazionale di Bari e poi nella Biblioteca Universitaria di Bologna. La sua attività scientifica e professionale si è incentrata sullo studio di fondi librari, a stampa e manoscritti, e si è caratterizzata per il particolare interesse rivolto alla ricostruzione dei collegamenti storico-biografici con la loro provenienza. È il caso del fondo "Giovanni Modugno" della Biblioteca Nazionale di Bari, sfociato in un saggio sul pedagogista pugliese, edito nel 1981, o della sua opera di ideazione e realizzazione di Sezioni specializzate come quelle dedicate agli Studi Locali, sull'importanza dei quali ha scritto saggi e organizzato convegni di studio in varie sedi. Rilevante è inoltre la sua attività di progettazione e organizzazione di mostre bibliografiche volte alla valorizzazione del patrimonio della Biblioteca Universitaria di Bologna, così come quella di promozione del libro e della lettura attraverso incontri pubblici con scrittori e giornalisti. Dal 1998 è Direttore della Biblioteca Universitaria di Bologna, prestigiosa e antica istituzione. È autore di saggi e articoli di carattere storico e bibliografico, molti dei quali dedicati alla storia della Biblioteca Universitaria e dei suoi fondi. È membro di vari comitati scientifici e commissioni tecniche. A cura di Biancastella Antonino Formato: 28x33 Illustrazioni: 250 a colori Pagine: 256 Cartonato con sovracoperta e cofanetto stampato
GUIDO CAGNACCI. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni
Guido Cagnacci (Santarcangelo di Romagna, 1601 - Vienna, 1663) è una delle personalità più affascinanti e misteriose del Seicento italiano.
Dopo l’oblio in cui il suo nome cadde con la morte, a causa dell’inaccessibilità delle sue opere conservate perlopiù in collezioni private, è stato il Novecento a decretargli un nuovo favore, e a riscoprire il ruolo di primo piano che rivestì nel corso del Seicento, secolo tumultuoso in cui l’Italia e l’Europa entrano nella modernità.
Sia nella pittura sacra sia in quella profana, Cagnacci riesce a mettere in figura un universo magmatico, tumultuoso e già moderno, come sottolinea Antonio Paolucci, curatore, insieme a Davide Benati, della mostra attuale. Come un autore a noi contemporaneo, Cagnacci è riuscito infatti a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, forzandone la rappresentazione fino all’oltranza e all’iperbole. Nelle sue pitture percepiamo estasi mistica, eloquenza concitata, malinconico e compulsivo erotismo, violenza e dramma delle umane passioni.
Il catalogo edito per l'occasione non si limita a presentare la produzione pittorica di Cagnacci nella sua quasi totale interezza, ma intende mettere in evidenza, attraverso i puntuali saggi critici e il ricco repertorio illustrativo, il fervido dialogo che egli seppe intrattenere anche con altri protagonisti della pittura del suo tempo, muovendosi in modo assolutamente personale tra i due poli del naturalismo caravaggesco e dell’idealismo reniano.
Il volume è completato da un regesto biografico e da una bibliografia generale.