Arte I TESORI DELL`ARTE. Il patrimonio mondiale dell`Unesco
I TESORI DELL`ARTE. Il patrimonio mondiale dell`Unesco
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Trent’anni fa l’UNESCO adottava la Convenzione per la Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità, a cui oggi aderiscono oltre 150 Paesi. L’opera celebra il successo dell’iniziativa raccogliendo i 300 siti più interessanti in tre volumi, corrispondenti ad altrettante aree tematiche: architettura, natura e archeologia. Nel primo volume, dedicato ai tesori dell’arte, il lettore è condotto in un favoloso viaggio tra i principali monumenti di interesse urbanistico e culturale del mondo, dalla Città Proibita di Pechino alla reggia di Versailles: gioielli che rispecchiano la grandezza delle civiltà che li hanno realizzati e che al contempo appartengono, per il valore universale che posseggono, a tutti gli esseri umani. Autore JASMINA TRIFONI - MARCO CATTANEO Fotografo AA. VV. Formato cm 26 x 36 Pagine 432 pagine a colori Edizione 2002 Carta patinata lucida 150 gr. Copertina in imitlin con impressione del titolo in oro Sovracoperta a colori plastificata Cofanetto di fattura artigianale
La vita nella capitale dello Yemen del Nord
Con più di 50 immagini in bianco e nero, il libro è il diario di viaggio del fotografo Fabio Rangoni nella regione dello Yemen. In un vivido bianco e nero ispirato alle fotografie scattate in Egitto dai viaggiatori archeologici nella seconda metà dell’800, gli scatti ritraggono la vita e gli spazi della capitale dello Yemen del Nord, San’a, situata al centro di un vasto altipiano e cinta da mura la cui leggendaria costruzione è fatta risalire a tempi biblici. Fra gli alti palazzi della città, veri e propri miracoli di statica architettonica, Rangoni ha documentato la vita, le abitudini e la storia del luogo che stregò anche il poeta Pier Paolo Pasolini, che a San’a girò un documentario e alcune scene del suo Fiore delle mille e una notte. Le foto sono accompagnate da una raccolta di poesie inedite del poeta yemenita contemporaneo ‘Abd al-‘Aziz al-Maqalih. La presenza di questi versi nel libro di Rangoni nasce dal felice incontro fra il fotografo e l’orientalista Isabella Camera D’Afflitto, che ha suggerito la pubblicazione di questo poeta pressoché sconosciuto ai lettori italiani.