Questa pubblicazione si inserisce nel patrimonio dell'Ottocento italiano, settore che da anni vede impegnati numerosi studiosi, anche nel contesto delle ricerche volte a indagare e far conoscere il ricchissimo ambito emiliano e romagnolo. Sull'età del Romanticismo (dalla quale prendono forma molteplici aspetti dell'età moderna), nonostante il crescente interesse per la storia dell'arte dell'Ottocento e il conseguente fiorire di nuove pubblicazioni, permane una minima conoscenza delle specifiche espressioni artistiche, e per numerosi artisti, a fronte dalla loro effettivo valore, non esiste ancora un moderno studio monografico, che illustri la loro opera. Il volume dedicato al pittore Pompeo Randi (1827-1880) scaturisce dalla volontà di rendere noto al grande pubblico la vicenda umana e figurativa di questo protagonista, con l'obiettivo parallelo di fornire un'analisi critica a settori più specialistici. L'artista può essere definito il più importante artefice forlivese dell'Ottocento, e uno dei maggiori interpreti della stagione artistica romagnola del secolo scorso e tra i principali pittori italiani del XIX secolo. L'opera di Pompeo Randi rispecchia perfettamente le profonde trasformazioni della società civile di metà Ottocento, le nuove tendenze della produzione architettonica (incentivata dalla nascita delle nuove istituzioni) e il fertile dibattito delle Accademie di Belle Arti, divenute allora istituzioni pubbliche e statali. Tutto questo può essere evidenziato già nel percorso della sua formazione avvenuta tra Firenze, Venezia e Roma. Proprio in quest'ultimo contesto Randi ha modo di intessere stimolanti rapporti con maestri quali Francesco Coghetti (1804-1875), Alfonso Chierici (1816-1873), Francesco Podesti (1800-1895) e Pietro Gagliardi (1809-1890). Si evidenzia così una fisionomia complessa generata da molteplici apporti. Particolarmente significativo risulta il confronto con il pittore Annibale Gatti (1827-1909), suo concittadino e contemporaneo, vissuto in Toscana dove assunse il ruolo di primario pittore del "secondo impero" di "Firenze capitale". Come Gatti, Randi rappresenta l'antitesi dei macchiaioli, e si fa, in questo modo, interprete, come lui, di un mondo colto del quale condivide fasti e tramonto. Il vasto catalogo delle opere di Pompeo Randi è costituito anzitutto da una serie di affreschi dove si evidenzia la sua straordinaria vena narrativa, sorretta da una magistrale conoscenza delle tecniche pittoriche. Queste impegnative opere, che mostrano i suoi interessi per la grande pittura del Cinquecento, alla quale si affiancano propensioni per poetica del neogotico troubadour, sono custodite a Forlì, ma anche in Campania. Al suo soggiorno napoletano si devono far risalire i dipinti eseguiti per la chiesa di San Severino; per la basilica di Santa Maria Maggiore e per l'Arciconfraternita di San Rocco a Chiaia. Un vasto settore della sua produzione si colloca nel territorio friulano e croato. Va rilevato, infatti, che in Romagna, dalla fine del Settecento al periodo che precede il primo conflitto mondiale, la relazione e gli scambi culturali con Trieste e di conseguenza con Vienna erano assai più frequenti e più importanti di quanto possiamo oggi immaginare. Fra le opere principali realizzate in Friuli deve essere ricordato il ciclo degli affreschi per la chiesa di Sant'Apollinare a Trieste e numerose pale d'altare; fra le quali si segnala la Vergine della chiesa di Santo Spirito a Gradisca d'Isonzo (Gorizia) e L'Annunciazione del duomo di Palmanova (Udine). La nobile famiglia forlivese Albicini esercitò su di lui una sorta di mecenatismo commissionando un vasto repertorio di ritratti, ma richiedendo anche pittura di storia, legata al nuovo immaginario romantico, a esaltazione delle umane virtù. Tutto è documentato da un cospicuo numero di opere custodite presso collezioni private, ma anche da una straordinaria documentazione epistolare tra il pittore e il marchese Raffaello Albicini, scaturita da un rapporto durato sedici anni dal 1864 al 1880. Molto ampia è anche la sezione dei bozzetti, contraddistinti da una conduzione pittorica veloce, e da una più fresca e istintiva tendenza alla macchia; mentre un particolare impegno viene profuso nell'ambito delle decorazioni teatrali. Particolarmente ricco è il repertorio dei disegni e soprattutto degli acquarelli. Il nucleo più cospicuo, conservato nelle Raccolte Piancastelli di Forlì, affronta il piacevole tema dei costumi teatrali (1843-1861).
Mariacristina Gori è una storica dell'Arte che si è occupata principalmente delle espressioni artistiche dell'Ottocento, attraverso numerosi studi incentrati sulla decorazione pittorica in Romagna nelle ville, nei palazzi e nei teatri storici. Altro campo dei suoi studi è l'arte del Rinascimento in Romagna, attraverso approfondimenti su Francesco di Simone Ferrucci e sulla scultura e l'architettura a Forlì nei secoli XV e XVI.
Testi di Mariacristina Gori Formato: 17,5 x 20,6 cm Illustrazioni: 100 a colori e 150 b/n Pagine: 272 Cartonato con sovracoperta
I più celebrati artisti di strada europei
Heavy Metal è un libro fotografico che documenta la vita e il lavoro dei più celebrati artisti di strada europei. Continuando la tradizione dei grandi artisti urbani come Martha Cooper, Henry Chalfant e Bruce Davidson, che immortalarono i grafitti della metropolitana di New York negli anni '70 e '80, con questo libro Alex Fakso ha contribuito a dare rilievo ai graffitisti europei. L’esigenza di catturare lo stile di vita, l’universo e le emozioni dei graffiti artist nell’atto di creazione delle proprie opere risponde in parte al desiderio di far rivivere la propria personale memoria di writer, facendosi interprete, attraverso il grande potere evocativo delle sue immagini, di un universo sotterraneo, un mondo spesso biasimato e disprezzato. La straordinaria abilità nel padroneggiare l’arte della luce, della composizione e della tecnica contribuisce al dispiegarsi di una vivace narrazione. Il graffitismo, dimensione di vita ispirata da ideali di trasgressione e ribellione, è reso attraverso un uso sapiente dell’inquadratura, del colore e del contrasto tra luce ed ombra. Un vero e proprio viaggio nella cultura urbana europea attraverso la macchina di uno dei suoi più promettenti visual artists.