Arte GENTI E LUOGHI DELLA BIBBIA. Civiltà mediterranee - volume primo
GENTI E LUOGHI DELLA BIBBIA. Civiltà mediterranee - volume primo
A cura di Mariavittoria Antico Gallina
Prezzo:
€ 43,15
I protagonisti di questo primo volume della nuova collana "Civiltà mediterranee" sono quelle genti e quei luoghi la cui storia, così come la leggiamo nella Bibbia e per mezzo di questa lettura, costituisce tuttora un forte fattore di approfondimento della nostra identità culturale. Le chiavi di lettura che esso offre sono molteplici: del popolo di Israele e delle altre genti menzionate nelle Sacre Scritture vengono qui illustrate, alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, le differenti espressioni economiche, urbanistiche e artistiche oltre che religiose - ciò che fa della Bibbia un "libro fatto di libri", un filtro prezioso attraverso il quale osservare e rileggere le più diverse realtà. Specchio ed esso stesso elemento delle relazioni tra i tanti mondi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo orientale, il "Libro" per eccellenza è dunque ancora oggi una fonte inesauribile di conoscenza e di documentazione: e tale continuerà a essere anche grazie al continuo progredire degli studi di impostazione interdisciplinare.
A cura di Mariavittoria Antico Gallina
Formato: 24,5x30,5
Pagine: 144
N. illustrazioni: 170 a colori
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.