Arte CECILIA RAVERA ONETO. Fra glicini e ciminiere
CECILIA RAVERA ONETO. Fra glicini e ciminiere
A cura di Franco Ragazzi
Prezzo:
€ 20,00
La mostra, documentata in questo volume, vuole essere un omaggio alla pittrice ligure Cecilia Ravera Oneto (Camogli, 1918 - Genova, 2002), in concomitanza della terza edizione del premio a lei intitolato e promosso dall’Accademia Ligustica genovese. Il curatore ha selezionato un’ottantina di tele, significativi per comprendere il percorso artistico della pittrice: una particolare attenzione è dedicata ai due momenti fondamentali della sua creatività, ovvero il particolare interesse verso il paesaggio industriale, indagato soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, e il rapporto con la natura ligure, che nel decennio successivo si traduce in quadri di un’emozionante esuberanza coloristica. Il catalogo accoglie un testo del curatore e una serie di apparati, che ospitano un'antologia critica, biografia e bibliografia.
Curatore: Franco Ragazzi Formato: 21x27 Pagine: 128 N. illustrazioni: 50 a colori, 30 in b/n Rilegatura: brossura con alette Anno pubblicazione: 2008
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.