Al Museo del Paesaggio di Verbania una mostra riscopre il pittore Antonio Calderara (1903-1978), presentando una novantina di opere circoscritte al periodo in cui l’artista ha abbandonato la pittura figurativa per abbracciare, con decisione e dedizione, una pittura astratta. Tale svolta, avvenuta nel 1959, non è mai stata oggetto di una riflessione puntuale da parte della critica: quanto mai interessante si presenta quindi l’esposizione di Verbania, che offre una ricognizione delle tematiche non oggettive affrontate da Calderara, mettendo parallelamente in evidenza la ricerca da lui condotta sullla luce e sulla trasparenza, tradotta in stratificazioni e graduali passaggi di cromia che conferiscono alle tele una carica intensa di luminosità. Un’attenzione particolare, e anche in questo caso per la prima volta, è stata dedicata inoltre al rapporto di Antonio Calderara con la parola scritta e con la musica, attraverso un nutrito gruppo di edizioni grafiche nate dalla sua collaborazione con poeti, musicisti e letterati. Il catalogo accoglie i testi di Marco Rosci e di Fabrizio Parachini, una selezione di testi di Calderara e di documenti, con lettere e appunti in riproduzione, e un’antologia critica. Completano il volume apparati bio-bibliografici.
Formato: 24 x 30
Pagine: 168
N. illustrazioni: 70 a colori, 20 in b/n
Rilegatura: brossura con alette
Anno pubblicazione: 2007 Lingua: ed. bilingue italiano/inglese
Il ricamo nella moda italiana
Attorno alla metà degli anni '90, dopo - e contro - la rigorosa, asettica parentesi minimalista, la moda italiana ha riscoperto il décor, il gusto per l'abbellimento e per il prezioso. Tanto i grandi maestri della moda, quanto i giovani designer sono tornati a servirsi, sempre più spesso, del ricamo come motivo fondamentale di ispirazione. Il nuovo ricamo attraversa così tutte le linee di tendenza di questi ultimi dieci anni di moda, dall'etno folk al concettuale, dall'eclettismo al decostruttivismo, dal romanticismo al dark. Embroidery vuole illustrare, attraverso un ricchissimo apparato fotografico e i contributi dei più significativi artisti della moda italiana - proprio ciò che sta all'origine, storica e creativa, del nuovo ricamo, ovvero la tradizione e la grande artigianalità che sono all'origine dei ricami delle loro collezioni. Il ricamo è la porta su una dimensione meravigliosa, opulenta, dove la luce gioca con la ricchezza dei fili. La moderna violenza del gesto tramuta la sostanza della materia, come gli swarovski bruciati che sono un segno di Riccardo Tisci. Il virtuosismo antico del lavoro a tombolo si carica di emozioni ‘come se uscisse direttamente’ dice Antonio Berardi ‘dal diario della mia vita e della mia memoria’. Prezioso e sofisticato, il ricamo è un’arte senza tempo che i tempi rendono sempre più rara: per la dedizione che richiede, assoluta, mentale prima ancora che fisica, concentrata sul minuscolo e sul perfetto, e per l’infinita pazienza che esige, virtù così poco contemporanea, così eccentrica in una società che vuole tutto e subito (Giusy Ferrè).