I Macchiaioli tornano a Roma con una grande mostra curata da Francesca Dini, già ospitata nelle sale di palazzo Bricherasio a Torino, che propone un itinerario di oltre cento opere volto a studiare l’originale e rigoroso rapporto dei Macchiaioli con “i princìpi del vero”. Derivata dall’antico modo di colorire “alla prima” e “dal vero” (Giorgione, Tiziano), la “macchia” divenne lo strumento prescelto da alcuni giovani pittori e intellettuali – convenuti a Firenze da diversi luoghi della penisola e costituitisi nel 1856 come gruppo di lavoro – per esprimere le tensioni morali, civili, sociali dell’epoca che stavano vivendo. La mostra, articolata in otto sezioni riproposte nel catalogo, traccia e identifica gli elementi distintivi del movimento e i suoi sviluppi – dall’invenzione della “macchia” al nuovo rapporto col paesaggio, dalla sublimazione del tema del lavoro e del quotidiano alle influenze internazionali, dai dipinti della seconda generazione ai percorsi individuali intrapresi da ciascun artista alla fine del secolo – e soprattutto propone, accanto a noti capolavori, opere difficilmente accessibili che consentono inediti accostamenti e rendono finalmente percepibili le molteplici sfaccettature di questa pittura. La mostra romana, arricchita, rispetto all’edizione torinese, di alcuni capolavori come La scolarina di Fattori, Il rio a Riomaggiore di Signorini esposto per la prima volta, o Carro e bovi nella Maremma toscana di Abbati, è accompagnata da un catalogo che mette a fuoco, attraverso corposi saggi critici, le peculiarità del più importante movimento pittorico italiano dell'Ottocento, nonché di una delle più originali avanguardie del XIX secolo.
autori del volume: saggi di Luciano Alberti, Silvio Balloni, Zeffiro Ciuffoletti, Nicoletta Colombo, Francesca Dini, Daniela Magnetti; schede di Silvestra Bietoletti e Rossella Campana.
Curatore: Francesca Dini
Formato: 23 x 28
Pagine: 296
N. illustrazioni: 120 a colori, 40 in b/n
Rilegatura: brossura con alette
Anno pubblicazione: 2007
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.