Il concetto di qualità abitativa associata a un alloggio si lega oggi strettamente alla possibilità di scambi relazionali all’interno di esso, all’articolazione di spazi in cui sia possibile l’incontro e l’interazione tra gli individui che lo abitano. Questo genere di azioni trova uno spazio di sperimentazione nell’ambiente della cucina, che assurge a tema chiave delle ricerche in campo architettonico come oggetto di indagini legate agli aspetti della distribuzione e dell’ottimizzazione degli spazi minimi. Dalla cucina modulare negli anni Venti del ‘900, a quella all’americana negli anni ‘50, dalle configurazioni planimetriche a “L” al monoblocco negli anni ‘70, la ricerca ricodifica gli spazi e innova i materiali sviluppando la cultura del comfort e del design degli elementi. Contestualmente all’evoluzione degli schemi spaziali e alle innovazioni nel campo dei materiali e del design che la vedono protagonista da sempre, oggi la cucina catalizza anche una serie di valori culturali cui viene associata: simbolo della socialità domestica, luogo che esprime il carattere di una intera abitazione, e anche specchio della complessità della vita contemporanea. Il concetto di nucleo familiare nella sua flessibilità – dal single alla famiglia allargata – e le infinite modalità di fruizione dello spazio in relazione alla molteplicità delle esigenze, offrono spunto per approfondite indagini di settore, in quanto influiscono radicalmente sia sul modo di abitare lo spazio che su quello di disegnarlo. La cucina contemporanea è concepita come totalmente integrata nel disegno dello spazio della casa: aperta, senza barriere visuali, dotata di grandi banchi snack, penisole pensate per colazioni brevi e fast food, aree di lavoro dinamiche ed elettrodomestici che, liberati dagli schemi, diventano protagonisti al centro degli ambienti come veri oggetti di design. Le abitudini alimentari come luogo di identificazione culturale caratterizzano il contesto sociale di appartenenza di ciascun individuo; un miglior stile di vita si misura anche dalla possibilità di passare più tempo a cucinare con gli amici, sorseggiando un buon vino nella cornice sofisticata di mobili sempre più belli e raffinati. È così che, per condividere il piacere dello spazio per mangiare, si delineano cucine ipertecnologiche e iperaccessoriate, oppure si propongono modelli di cucina più tradizionali segnati dai ritmi lenti dello slow food. I progetti presentati in questo volume inquadrano uno scenario ricco e sfaccettato, che rivela la serie di profonde riflessioni e rivisitazioni dei temi susseguitisi intorno al disegno della cucina domestica. Dal semplice mobile, oggetto inserito all’interno di uno spazio vissuto, vernacolare, carico di significati identitari, allo spazio-cucina, che articola ambienti complessi e integrati con tutto l’insieme dell’abitazione, la cucina diviene luogo significativo dell’abitare contemporaneo.
Marika Roccabruna, nata a La Spezia nel 1975, si laurea a Genova nel 2003 dopo aver completato i suoi studi all’interno del Department of Architecture dell’Università di Oulu Finlandia. Dallo stesso anno collabora alla didattica nei corsi di progettazione della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, occupandosi dei temi legati alla residenza privata e agli alloggi collettivi; organizza seminari e convegni cui partecipano studenti e ricercatori provenienti da diverse facoltà italiane. Svolge attività professionale e partecipa a concorsi di progettazione nazionali e internazionali, riportando diversi riconoscimenti. Alcuni dei progetti premiati sono presentati sulle principali pubblicazione di settore, tra le quali L’Arca, d’A e Il Giornale dell’Architettura. Nel 2004 sviluppa una ricerca sul tema delle nuove tipologie dell’abitare collettivo, presentata in occasione dell’annuale convegno dell’Associazione Nazionale Giovani Costruttori dell’Edilizia. Dal 2005 è progettista presso lo studio Archea Associati di Genova.
Testi di Marika Roccabruna Formato 12,5 x 18,5 Pagine 384 Fotografie 300 Brossura
DIANA. Storia di una principessa
Diana Spencer è una delle personalità più controverse del XX secolo. Pur non essendo una statista, portò nel mondo l’immagine più amata della monarchia inglese e si prodigò per i bambini e i poveri di tutto il mondo. Pur non essendo una stella del cinema, occupò le cronache mondane di un decennio, e dopo la sua scomparsa, avvenuta in circostanze ancora in parte misteriose, subì addirittura un processo di “beatificazione” da parte dei suoi fans. Questo volume raccoglie fotografie rare, interviste e testimonianze inedite di amici, parenti e della stessa Diana, lettere autografe e documenti provenienti dalle collezioni private, ripercorrendo con lucidità e passione la luminosa e breve parabola di Lady D, dall’infanzia alla morte. Vai al libro...
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