Eccessivi, vitali, ricchi, essenziali, esclusivi, tradizionali. Tutto e il suo contrario. Specchio di una società contemporanea spesso contraddittoria, questi “spazi” della vita sociale riflettono una complessità difficilmente riconducibile a catalogazioni logiche e lineari. Sono spesso le diversità e le particolarità delle suggestioni a decretare il “successo” anche commerciale di alcune attività. Il ruolo dell’architettura diviene strategico, seppur inserita in un contesto che registra condizionanti intrecci di fattori come economia, marketing e costume. La capacità di pensare e disegnare spazi, propria della disciplina, diviene una risorsa indispensabile nell’inseguire un mercato vasto e competitivo. Ambienti accoglienti e rassicuranti, ovvero innovativi e stimolanti, gli esempi riportati sono stati individuati con l’intento di evidenziare il controllo architettonico quale fattore primario della “qualità” dei progetti, indipendentemente da localizzazioni e fattori dimensionali, evitando di delineare linee di tendenza stilistiche specifiche, per non creare una parziale e forzata riduzione di un vasto panorama oggettivamente privo di coerenza.
Matteo Genghini (1975) e Pasqualino Solomita (1974) si laureano presso la Facoltà di Architettura di Ferrara nel 2001. Alla libera professione uniscono dal 2002 la collaborazione alla didattica come tutors dei laboratori di progettazione architettonica, presso la Facoltà di Architettura Aldo Rossi di Cesena. Partecipano a concorsi di architettura nazionali e internazionali, ottenendo premi e segnalazioni. Nel 2002 Solomita vince il primo premio per il progetto prototipo dei nuovi uffici IAT della provincia di Rimini. Nel 2003 vengono premiati per la riqualificazione di Corso Mazzini a Gambettola e nel 2004 per la Torre delle Telecomunicazioni a Sogliano al Rubicone. Sono segnalati al concorso del nuovo stadio comunale di Siena con Ignacio Rubiño e Alessandro Bucci (2004).
Testi di Matteo Genghini, Pasqualino Solomita Formato 12,5 x 18,5 Pagine 384 Fotografie 240 colori
Brossura
La vita nella capitale dello Yemen del Nord
Con più di 50 immagini in bianco e nero, il libro è il diario di viaggio del fotografo Fabio Rangoni nella regione dello Yemen. In un vivido bianco e nero ispirato alle fotografie scattate in Egitto dai viaggiatori archeologici nella seconda metà dell’800, gli scatti ritraggono la vita e gli spazi della capitale dello Yemen del Nord, San’a, situata al centro di un vasto altipiano e cinta da mura la cui leggendaria costruzione è fatta risalire a tempi biblici. Fra gli alti palazzi della città, veri e propri miracoli di statica architettonica, Rangoni ha documentato la vita, le abitudini e la storia del luogo che stregò anche il poeta Pier Paolo Pasolini, che a San’a girò un documentario e alcune scene del suo Fiore delle mille e una notte. Le foto sono accompagnate da una raccolta di poesie inedite del poeta yemenita contemporaneo ‘Abd al-‘Aziz al-Maqalih. La presenza di questi versi nel libro di Rangoni nasce dal felice incontro fra il fotografo e l’orientalista Isabella Camera D’Afflitto, che ha suggerito la pubblicazione di questo poeta pressoché sconosciuto ai lettori italiani.