Fotografie di Antonio Zuccon Testi di Tito Maniacco e Aldo Di Bernardo
Prezzo:
€ 30,00
Venzone, piccolo borgo medioevale del Friuli Venezia Giulia, fu quasi interamente distrutto dai terribili eventi sismici del 1976. I Venzonesi con grande sacrificio hanno voluto ricomporre fedelmente quanto il terremoto aveva abbattuto,ricollocando migliaia di pietre nella loro posizione originaria. Antonio Zuccon, fotografo trevigiano, attraverso le molte immagini del volume ripercorre questo piccolo mondo legando e fondendo tra di loro architettura, vita quotidiana e manifestazioni folkloristiche, come la festa della zucca e l’esposizione degli spaventapasseri, come in un coloratissimo e fantastico viaggio.
Autori delle fotografie: Antonio Zuccon Autori dei testi: Tito Maniacco e Aldo Di Bernardo Formato: 21,5x27,5 Numero di pagine: 184 Numero di fotografie: 250 Fotografie a colori Lingue: Italiano, Inglese e Tedesco Cartonato con sovraccoperta a colori plastificata.
La storia dell'Italia, dal dopoguerra a oggi (collezione Keith de Lellis)
La Strada è una storia fotografica dell’Italia che parte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e arriva agli inizi degli anni Settanta attraverso 162 scatti di 64 fotografi selezionati dalla Keith de Lellis collection, prestigioso archivio newyorkese della fotografia in bianco e nero. Le immagini sono introdotte da un saggio bilingue di Vicki Goldberg , critica e storica della fotografia e collaboratrice del New York Times. Nel volume compaiono fra gli altri Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli e un folto gruppo di fotografi poco noti o sconosciuti di cui questo libro mostra per la prima volta gli scatti. Definitivamente tramontata la fotografia degli anni di Mussolini fatta di «bei bambini, cigni e vecchi contadini» o quella ancora subordinata alle arti figurative, i fotografi italiani del dopoguerra si muovono in un paese semi-distrutto dalle bombe, politicamente diviso; una terra ancora contadina e scarsamente industrializzata. Dal nord al sud del paese, il soggetto ritratto è sempre la strada, che nella sua naturale teatralità e varietà di paesaggi offre una serie pressoché inesauribile di temi e situazioni. Molteplici soni i linguaggi adottati nella composizione delle immagini. Si va da una sensibilità neorealista (sono questi gli anni delle poetiche cinematografiche elaborate da Rossellini, Zavattini e De Sica) a una reiterata frequentazione del ritratto, che a volte può caricarsi di toni apertamente espressionisti (Zovetti, M. Cattaneo). C’è poi una ricerca estetica che si spinge ai limiti del figurativo: passanti e mezzi di trasporto si muovono su strade fatte di lastricati, sanpietrini, pavè e acciottolati che disegnano geometrie di sapore metafisico (Ranati, Spadoni, Crepaz, Ronconi, Bornaccini). Forte è anche l’uso della visuale panoramica per registrare ampie porzioni di folla e traiettorie di movimento. La ripresa dall’alto (Migliori), invece, svela i luoghi urbani in una spazialità sino ad allora inedita.