Il restauro e la valorizzazione di complessi storici degradati sono da tempo oggetto di attenta riflessione da parte di studiosi e addetti ai lavori: il volume si inserisce in questo attuale dibattito affrontando con un originale approccio la questione del ri-utilizzo dei monumenti. I saggi critici propongono una riflessione teorica sul recupero dei complessi architettonici, i cui significati storici, estetici, simbolici e funzionali devono essere adattati – secondo gli autori – agli standard moderni, in modo da assegnare loro una funzionalità e una fruibilità nuove. A esemplificare queste riflessioni sono illustrati i progetti che hanno coinvolto cinque centi europei, Royaumont e La Tourette in Francia, Grand-Hornu in Belgio, Suomenlinna in Finlandia e L’Ospitale presso Rubiera in Italia, la cui "rinascita" è documentata nelle illustrazioni colte dall’obiettivo di quattro fotografi di fama internazionale.
Formato: 24x28
Pagine: 208
N. illustrazioni: 290 a colori, 25 in b/n
Un reportage sulle donne Wolayta in Etiopia
Eve è il reportage del fotografo Giovanni Marrozzini dedicato alla vita delle donne Wolayta. Una settantina di foto in bianco e nero racconta, in quella che è considerata la culla del genere umano, l’Etiopia, un mondo di donne che tessono, lavano, ararano, seminano, trasportano enormi fascine di legna, danno alla luce bambini. Un mondo interamente controllato dall’uomo che nella società Wolayta occupa una prosizione privilegiata e di dominio sulla donna. In particolare Eve affronta il tema dell’infibulazione, documentando questa drammatica realtà che segna l’ingresso della donna nell’età adulta e la sua pienezza del riconoscimento sociale. Per le donne etiopi, infatti, questo è il primo atto di un lento e progressivo apprendistato al dolore, verifica della capacità di sopportare prove difficili, raggiungimento della pienezza del ruolo loro assegnato, preghiera di fertilità e di desiderabilità agli occhi maschili. Osservando la quotidianità delle donne Wolayta, Marozzini documenta solo una delle tante realtà appartenenti alle 100/140 milioni di donne che nel mondo, prevalentemente nell’Africa Subsahariana, hanno subito una qualche forma di mutilazione o modificazione dei genitali.