Architettura IL PORTO URBANO DI PISA ANTICA Vol. 2 - La fase etrusca, il contesto e il relitto ellenistico
IL PORTO URBANO DI PISA ANTICA Vol. 2 - La fase etrusca, il contesto e il relitto ellenistico
Prezzo:
€ 48,00
Prosegue, con questo secondo volume, la pubblicazione organica della campagna di scavo dell’antico porto urbano di Pisa, uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali avvenuti nell’ultimo decennio. Nella prima parte del testo sono documentati i materiali appartenenti al relitto della nave ellenistica che ha reso celebre lo scavo, suddivisi per tipologia, schedati e commentati: dalla ceramica a vernice nera a quella da cucina, dalle lucerne alle anfore, dai preziosi ai manufatti in osso, fino ai reperti scheletrici e vegetali. Presenti anche i materiali provenienti dall’area circostante, quali un elmo, delle anfore, vetri e terra sigillata. Nella seconda parte sono accolti una serie di contributi di carattere tecnico sui materiali rinvenuti, come le analisi col radiocarbonio, l’identificazione dei tessuti, dei rivestimenti delle anfore, le tipologie di legno riconosciute. Concludono il volume una serie di considerazioni finali sul ritovamento, un’appendice documentaria e una bibliografia.
Curatore: Stefano Bruni
Formato: 24,5 x 30
Pagine: 224
N. illustrazioni: 200 a colori
Rilegatura: cartonato con sovraccoperta
Anno pubblicazione: 2007
Un reportage sulle donne Wolayta in Etiopia
Eve è il reportage del fotografo Giovanni Marrozzini dedicato alla vita delle donne Wolayta. Una settantina di foto in bianco e nero racconta, in quella che è considerata la culla del genere umano, l’Etiopia, un mondo di donne che tessono, lavano, ararano, seminano, trasportano enormi fascine di legna, danno alla luce bambini. Un mondo interamente controllato dall’uomo che nella società Wolayta occupa una prosizione privilegiata e di dominio sulla donna. In particolare Eve affronta il tema dell’infibulazione, documentando questa drammatica realtà che segna l’ingresso della donna nell’età adulta e la sua pienezza del riconoscimento sociale. Per le donne etiopi, infatti, questo è il primo atto di un lento e progressivo apprendistato al dolore, verifica della capacità di sopportare prove difficili, raggiungimento della pienezza del ruolo loro assegnato, preghiera di fertilità e di desiderabilità agli occhi maschili. Osservando la quotidianità delle donne Wolayta, Marozzini documenta solo una delle tante realtà appartenenti alle 100/140 milioni di donne che nel mondo, prevalentemente nell’Africa Subsahariana, hanno subito una qualche forma di mutilazione o modificazione dei genitali.