La ricorrenza del millenario della cattedrale di Ancona, dedicata a San Ciriaco, ha segnato l'inizio di una serie di studi volti ad approfondire particolari aspetti storici e artistici legati alle fasi costruttive dell'edificio, dalle origini fino ai nostri giorni, e al valore culturale e cultuale che il monumento ha svolto nel corso dei secoli e assolve ancora oggi nel contesto urbano. Le numerose tavole di analisi e rilievo del manufatto, eseguite per l'occasione e realizzate per la prima volta in maniera sistematica, organica e secondo metodologie unitarie, restituiscono un'immagine complessa e articolata della struttura e offrono una precisa scansione temporale dell'evoluzione delle sue linee architettoniche e delle trasformazioni subite nel corso del tempo per adeguarsi al rinnovamento delle esigenze liturgiche e della comunità religiosa che attorno alla Cattedrale si è andata sviluppando. La riproduzione delle tavole come complemento del volume di studi rappresenta un insostituibile strumento di analisi e d'indagine, capace di rendere, con chiarezza e immediatezza, le diverse e successive fasi costruttive del monumento, dalle più antiche tracce che delineano il profilo di un tempio dedicato a Venere, fino ai rifacimenti sette-ottocenteschi e ai significativi restauri novecenteschi. Sono i più recenti interventi di restauro a consentire una rilettura stilistica e critica della "storia per immagini" scolpita nei rilievi di facciata, nel protiro e nelle cornici delle archeggiature absidali, cui fa da contrappunto un'analitica interpretazione iconografica. E sono ancora i reperti conservati nelle cripte e nel Museo Diocesano, come gli affreschi ancora celati fra le murature o affioranti sulla superficie delle colonne, e anche i dipinti e le monumentali tombe di illustri personaggi, a scandire una storia artistica che si intreccia con quella di una intera comunità e di una città come Ancona, dalla vocazione marinara e cosmopolita, culturalmente sospesa fra Oriente e Occidente, e una tradizione religiosa espressa da preziosi arredi liturgici e pregevoli manifatture. Un edificio dunque indagato nei suoi molteplici risvolti, testimone di uno splendore passato, riprodotto in testi pittorici di indiscusso valore; una storia fatta di pregevoli opere d'arte, ma narrata anche dalle semplici pietre utilizzate per la costruzione, elementi questi che, opportunamente analizzati sotto il profilo tecnico, mostrano una derivazione dal territorio, che si rivela partecipe in tutte le sue forme all'edificazione e realizzazione del monumento simbolo dell'intera comunità.
Maria Luisa Polichetti, nata a Roma il 28 maggio 1935, si laurea in architettura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nell'anno accademico 1961-1962. Nel 1966 ottiene la nomina ad architetto presso la Soprintendenza ai Monumenti delle Marche. Nel 1978 è confermata soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici delle Marche. Nel 1990 diviene direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma. Svolge diversi incarichi di direzione tecnico-scientifica di progetti speciali in ordine alle leggi 84/90 e 160/88 inerenti alla catalogazione. Nel 1995 è nominata Team Leader per il Ministero per i Beni Culturali del Progetto G7 "Multimedia Access to World Cultural Heritage" in qualità di direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Nel 1997, a seguito dell'evento tellurico in Italia centrale, è nominata vice commissario delegato per i Beni Culturali della Regione Marche per il coordinamento degli interventi di salvaguardia dei beni culturali. Dal 1993 è professore incaricato nell'ambito del corso superiore per i Beni Culturali della Chiesa, presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nel 1995 è nominata dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II consultore della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Nel 1996 è insignita dell'onoreficenza di ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2002 le è assegnato il titolo di commendatore dell'Ordine di San Silvestro.
A cura di Maria Luisa Polichetti Formato 23 x 30 cm Pagine 352 Fotografie 280 colori, 130 b/n Cartonato con plancia + 61 tavole stampate a 4 colori inserite in scatola con plancia stampata a colori, il tutto in cofanetto rigido
Le foto di Man Ray dal 1920 al 1950
Magie presenta oltre cento fotografie che documentano l’attività di Man Ray dal 1920 al 1950 tra moda, pubblicità e ritratti, immagini che testimoniano l’incessante ricerca estetica dell’artista. Un volume unico che raccoglie una serie di foto che sono diventate vere e proprie icone del secolo scorso, testimonianze visive delle atmosfere di Parigi e New York e del mondo degli artisti d’avanguardia. Una collezione che è rappresentativa di alcuni momenti della produzione artistica e dell’ecclettismo tecnico di Man Ray, la cui arte, come spiega Valerio Dehò nel suo saggio introduttivo: resta assolutamente indefinibile e non può essere classificata come appartenente ad un’avanguardia piuttosto che a un’altra. Ha sposato tutte le tecniche e tutte le poetiche, restando alla fine fedele soltanto a se stesso e alla sua ricerca di un’arte che fosse intimamente gioco, stupore, ironia.