Antiquariato RICORDI DELL'ANTICO. Sculture, porcellane e arredi all'epoca del Grand Tour
RICORDI DELL'ANTICO. Sculture, porcellane e arredi all'epoca del Grand Tour
A cura di Andreina D'Agliano, Luca Melegati
Prezzo:
€ 35,00
Nel XVIII secolo, l’apertura al pubblico delle principali raccolte archeologiche romane nonché la suggestione legata agli scavi di Ercolano e Pompei portarono a un rinnovato interesse per l’antichità, che alimentò lo sviluppo di un’ampia produzione decorativa di gusto classico, per esempio attraverso la riproduzione delle sculture e oggetti del passato in diversi materiali, dal bronzo al marmo colorato al biscuit (porcellana bianca non verniciata). Ad accrescere la portata di questo fenomeno contribuì senza dubbio l’importanza assunta dal Grand Tour, e, in tale contesto, dall’Italia, che divenne per tutto il Settecento meta ineludibile di ogni viaggio culturale: generazioni di viaggiatori sono attratti dalle bellezze di Roma e Napoli, che si uniscono, nel ricordo, alle dolcezze del clima e degli incontri, contribuendo a formare un’immagine magica del paese dei limoni, come si amava definire l’Italia. Roma accoglie in questi anni personaggi celebri come Winckelmann e Goethe, che si uniscono ai viaggiatori comuni e ai grandi della terra, dall’imperatore Giuseppe II al re di Svezia Gustavo III. Un mondo affascinante e vivace si muove intorno a questi visitatori del Grand Tour, che spesso portano in patria preziosi souvenirs, per accrescere le proprie collezioni o semplicemente fornire spunti per decorare le proprie residenze. La mostra, accompagnata dal presente catalogo, intende indagare lo stretto connubio che si riscontra, nel XVIII secolo, fra l‘interesse destato dall’archeologia e dall’antichità in genere e il suo riflesso nelle arti decorative: nei saggi vengono prese in esame le raffinate riproduzioni in porcellana e biscuit di alcuni noti prototipi della Roma antica, ma anche pitture, arredi, disegni e incisioni testimoni di tale clima culturale. Viene inoltre gettata nuova luce sui principali interpreti di questo gusto artistico – fra i quali spicca Giovanni Volpato – e indagata la loro formazione artistica in stretto nesso con la scultura neoclassica romana e con l’ambiente dei “restauratori”, che rappresentavano il miglior gusto antiquario dell’epoca. Il volume è completato da una bibliografia. autori dei saggi: Alvar González-Palacios, Francesco Paolo Arata, Luciana Arbace, Andreina d’Agliano, Paola Giusti, Luca Melegati , Piero del Negr
Curatore: Andreina D'Agliano, Luca Melegati
Formato: 23 x 28
Pagine: 288
N. illustrazioni: 180 a colori, 70 in b/n
Rilegatura: brossura con alette
Anno pubblicazione: 2008
'Quando fai swing, dacci dentro ancora di più!'
Somewhere There’s Music è una straordinaria raccolta di ritratti dedicati al mondo della musica, che rivolge particolare attenzione al jazz e ai suoi protagonisti. La ricca collezione di immagini di questo libro costituisce un percorso cronologico e completo attraverso la carriera ultraquarantennale di Larry Fink e fornisce una testimonianza della sua particolare sensibilità nei confronti del valore estetico, ma anche delle istanze più profonde che hanno connotato la storia del jazz. Come spiega George Panichas nel testo che chiude Somewhere There’s Music: Come si può riscontrare nelle fotografie riprodotte in questo volume, la risposta di Fink ai musicisti di cui immortala le immagini è di una qualità distintamente morale, una qualità di profondo rispetto. Questo rispetto è la risposta appropriata — è qualcosa di dovuto — a coloro che, pur sotto il peso di molteplici e incessanti fardelli, lavorarono consapevolmente, creativamente, e con integrità. La macchina fotografica di Fink ha immortalato tutti i più grandi jazzisti della storia, da Coleman Hawkins a Lightning Hopkins, da Archie Shepp ad Albert Ayler, da Roland Kirk a Marion Brown, da Leroy Jenkins a Jackie McLean...