Il volume illustra la genealogia della carta a stampa a tema Italia in un periodo che va dal 1477 (anno in cui venne stampata la prima carta dell’Italia) al 1799. Vengono catalogate, descritte, analizzate, ordinate (sia sotto l’aspetto cronologico che derivativo) e riprodotte le oltre duecentocinquanta carte a stampa più significative del periodo preso in considerazione, alcune delle quali sinora sconosciute e inedite; inoltre, per ognuna di esse, vengono citate e riprodotte anche numerose tavole similari e/o derivate. L’opera (che si configura a livello di eccellenza nel suo genere) è preceduta da essenziali informazioni sulle origini della cartografia e sui codici manoscritti che, con le loro carte dipinte, hanno ispirato quelle a stampa del territorio italiano.
Dall'introduzione
Le trasformazioni geologiche della crosta terrestre conseguenti allo smembramento dell’originario unico continente (la Pangea), hanno dato origine, nel cuore del Mediterraneo, ad una singolare e suggestiva penisola a forma di stivale. Il desiderio di conoscere, l’ingegno e il metodo hanno gradualmente e faticosamente consentito all’uomo di riconoscere e attribuire alla regione italiana la predetta forma. Il parallelismo di questi due fenomeni – naturale e scientifico – tra di loro lontanissimi nel tempo, ma alla fine convergenti, ha per me costituito lo stimolo principale alla collezione e allo studio della carta dell’Italia. L’attuale configurazione fisica costituisce l’ultimissima fase di un processo geologico durato complessivamente circa duecento milioni di anni: dalla formazione delle Alpi e degli Appennini (avvenuta circa sei milioni di anni orsono) al periodo delle grandi glaciazioni (e perciò solo un milione di anni fa) l’Italia era una smilza lunga penisola, la pianura padana era occupata dal mar Adriatico, la Puglia era un’isola, la Sicilia era divisa in due tronconi, la Sardegna e la Corsica erano fuse in un unico stretto blocco. Nulla, insomma, faceva pensare all’immagine dello stivale. L’analisi del materiale cartografico della penisola italiana ci conduce straordinariamente alle medesime conclusioni. Sebbene da oltre settecentomila anni l’Italia rivesta l’attuale caratteristica forma, i geografi dell’antica Grecia, penalizzati dalle rudimentali metodologie a disposizione, non poterono che assegnare alla penisola una delineazione goffa e stiracchiata e perciò assai diversa da quella reale: altro che stivale!! […]
INDICE
PRESENTAZIONE
INTRODUZIONE
LE ORIGINI DELLA CARTA GEOGRAFICA
LA CARTA GENERALE DELL'ITALIA NEI CODICI MANOSCRITTI
I MODELLI FONDAMENTALI
LA CARTA DI TOLOMEO
LA CARTA GENERALE DELL’ITALIA NELLE ANTICHE STAMPE DAL 1477 AL 1799
ELENCO DELLE CARTE A STAMPA
INDICE DEGLI AUTORI
BIBLIOGRAFIA
curatore: Roberto Borri
Cartonato con sovracoperta a colori plastificata, inserito in prestigioso cofanetto di fattura manuale, formato cm 35x32, pp 196, con oltre 325 illustrazioni a colori e in b/n
Airports & Stars
Il tempo del viaggio in aereo, negli anni della “Dolce Vita”, è un tempo eccezionale. Un’esperienza destinata a pochi, quella del viaggio “di piacere”. Alla fine della seconda guerra mondiale le immagini più comuni dei viaggiatori che si presentano agli occhi degli italiani sono quelle degli emigranti, non certo quelle festose e piene di charme dei divi hollywoodiani, dei re e delle regine, così come delle nostre celebrità da esportazione.
Grazie anche al richiamo di Cinecittà, la città di Roma, e così Fiumicino, diventa un set in cui si compiono rituali di sorrisi, mani calzate da guanti che si levano in saluto, mazzi di fiori e alte uniformi, in un cerimoniale di accoglienza che si adegua alla novità del luogo e del mezzo di trasporto, inventando un codice che si è tramandato fino all’attualità. La scaletta dell’aereo, così come la pista di atterraggio o la terrazza panoramica si improvvisano palcoscenici per personaggi come Elizabeth Taylor, Peter Sellers, Claudia Cardinale, Audrey Hepburn, Roberto Rossellini e Tony Curtis.
La fotografia dei paparazzi ancora una volta ruba questi dettagli offrendoli alla “gente comune”, codificando un rituale, quello dell’arrivo da un viaggio, caricandolo di un’aura magica. Non solo le stelle del cinema transitano per Roma, ma anche i reali di Svezia, così come Grace Kelly e Ranieri di Monaco, John e Jacqueline Kennedy, Papa Paolo VI, tutti variamente immortalati nella discesa di un gradino o nel solcare un tappeto steso per l’occasione.